ODYSSEY

Ispirato al capolavoro del maestro Stanley Kubrick ‘2001 Odissea nello spazio’, il lavoro coreografico si rifà al grande e irrisolto mistero dell’essere umano dell’Universo – si legge nella nota di presentazione -. In uno scenario quasi simbolico di musiche e luci, un grande monolite scandisce la metamorfosi dell’uomo e l’evoluzione del pensiero: la paura dell’ignoto, la lotta per l’affermazione del sé, la solitudine, il bisogno dell’altro. In origine stentato e incerto, il linguaggio primordiale dei movimenti si emancipa quindi diventando sempre più nitido a contatto con la vita, la curiosità verso il mondo e la natura. E così l’individuo ormai compiutamente formato chiude il cerchio della sua umana esistenza, un’esistenza che dura giusto il tempo di un giro di valzer nell’infinito.

 

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